Anello Monesi - Casterino - Monesi

Il tour in Mountainbike che proponiamo si può senz’altro definire un giro molto particolare: infatti l’anello “Monesi – Casterino – Monesi” con i suoi 120 km rappresenta una realizzazione per ogni vero biker, fondendo insieme una pedalata davvero impegnativa (soprattutto se percorsa in giornata), un’insieme di ambienti e scenari eccezionali ed un forte sentimento di unione tra la Provincia di Imperia, la Provincia di Cuneo ed il Depàrtement des Alpes Màritìmes francese, potendolo definire un giro senza confini. Di seguito riportiamo il road book dell’anello effettuato in giornata, e generalmente nei mesi di giugno o luglio.
Per tradizione da parte dei primi “scopritori” del tour, la partenza avviene all’alba presso l’ampio piazzale di ritrovo della frazione Monesi nel Comune di Mendatica (mt. 1310, km. 0, ore 6:30); percorrendo la S.P. 100 asfaltata si giunge brevemente a Monesi Nuova nel Comune di Triora, piccola stazione sciistica meta di appassionati e freeriders della polvere; si prosegue tagliando più volte gli impianti di risalita, nei pressi della “Margheria di Loxe” (mt. 1893) dove la strada torna pianeggiante verso il “Passo della Porta”. Superato questo passo, ci si lascia alle spalle la meravigliosa conca di Monesi, con i suoi pascoli immersi in vaste distese di rododendri e fitti lariceti, e si attraversa sulla strada sterrata (di realizzazione militare, anno 1933), il vasto ed incontaminato “Bosco delle Navette” per giungere al colle “Selle Vecchie” (mt. 2098) dove la macchia del bosco lascia spazio a ripidi pendii inerbiti e balze rocciose.
Da lì si giunge in breve nei pressi del “Passo di Flamalgal” (mt. 2179) dal quale si gode una magnifica visuale sul massiccio del Marguareis e “Punta Marguareis” (mt. 2651), la vetta maggiore delle alpi Liguri.

All’improvviso un immediato cambio di paesaggio colpisce l’occhio e fa arrestare le nostre mountainbike: stiamo entrando nella zona calcarea, caratterizzata da un paesaggio quasi “lunare” con le sue bianche rocce calcaree solcate e modellate dall’acqua nei millenni: non un albero, non un arbusto ma solo roccia, doline, falesie immerse tra verdissimi pascoli d’alta quota. Da qui procedendo in discesa si giunge al “Colle dei Signori” (mt. 2070, km. 25, ore 9:00) nei pressi del quale sorge il nuovo rifugio Don Barbera. Da questo momento ha inizio un impegnativo tratto di circa 10 km che si snoda nel "Pian Ambrogi” per giungere al “Colle della Boaria” (mt 2102, km. 35, ore 10:00); la carrareccia militare si presenta malandata con un fondo ciottoloso che richiede una certa tecnica di  guida; molti tratti in salita e la discesa terminale verso la “Boaria”, sono particolarmente stretti ed esposti e le forature sono dietro l’angolo…. 
Si prosegue quindi, attraversato il “tornante sospeso” (basta affacciarsi al parapetto e si capisce subito il soprannome) ed il caratteristico intaglio della rotabile, verso il “Colle della Perla”  sempre su fondo sterrato ma in condizioni decisamente migliori. Si domina ormai la conca della frequentatissima stazione sciistica di Limone Piemonte e in breve, deviando a sinistra rispetto alla strada principale, si attraversa la porta del casermaggio del “Forte Centrale” (mt. 1908) che domina tutta la zona, giungendo in pochi minuti alla sommità del “Colle di Tenda” a confine tra Italia e Francia (mt.1871, Km 45, ore 11:30).
Proseguendo in salita per due brevissimi tornanti, si ridiscende verso il “Forte della Marguerie”, non potendo far a meno di notare, in basso a sinistra, il lungo serpentone che compie la vecchia strada del Colle di Tenda sul versante francese con i suoi 43 tornanti. Lasciato a sinistra il forte si attraversa l’ampio vallone alle pendici della “Rocca dell’Abisso” (mt.2755) e la strada torna a salire con pendenza moderata che,  costeggiando alcune malghe e ruderi di caserme, giunge alla “Baisse de Peirafique” dove abitualmente si tira il fiato e si fa rifornimento prima  di affrontare una lunga discesa.
Come da tradizione, si sosta anche per un’energetico caffè presso il rustico ed accogliente albergo “Maria Maddalena” a Casterino (mt.1577, km.60, ore 14:00), dove finalmente si raggiunge la metà della percorrenza del giro e dove è possibile pernottare frazionando il tour in due tappe.
Si riparte su strada asfaltata lanciandosi nella lunga e veloce discesa che porta a S.Dalmazzo di Tenda e percorsa la strada principale per poche centinaia di metri, si svolta a destra verso La Brigue (mt. 772), un piccolo borgo medioevale di grande bellezza e ricco di storia.Su strada asfaltata in falso piano si raggiunge l’antico santuario di Notre Dame des Fontaines, (mt.853) un gioiello artistico delle alpi Liguri, dove ha inizio la scalata più dura per il ritorno a casa: il “salitone” del bosco di Sanson, con i suoi 13 km di pista forestale assolata e polverosa ed uno strappo intermedio intervallato da 6 tornanti.  Affrontata con la dovuta calma, in un paio d’ore, e dopo una sosta consigliata ad un’ottima fontana per rifornirsi di acqua freschissima, si giunge alla Colla Sanson (mt. 1754) dove si prosegue a sinistra fino ad arrivare al cospetto dell’imponente bastionata meridionale del Monte Saccarello (mt. 2200). La rotabile divenuta nuovamente militare, prosegue a mezza costa fino a giungere nei pressi di Passo di Collardente (mt. 1600); da lì si lascia sulla sinistra una caserma degli alpini per giungere all’imbocco della suggestiva “galleria buia” (lunghezza 450 mt., in curva) che è possibile attraversare solo muniti di una potente torcia frontale (in alternativa si segue un sentiero che si snoda a destra, sul lato a valle e scavalca il tunnel).
Proseguendo in discesa con tratti in pianura, alle pendici di Rocca Barbone, si arriva in breve al Passo della Guardia (mt. 1461, km. 105, ore 18:00). Dal bivio si risale per circa 3 km. verso il Colle Garezzo (mt. 1795) dove valicata un'altra ma brevissima galleria si scende lungo la militare verso San Bernardo di Mendatica (mt. 1263). Da lì, nuovamente su asfalto si segue la S.P. 100 per Monesi ed in breve si  chiude l’anello, alle ore 19:30 circa, dopo 120 Km in sella e 3000 mt. di dislivello, ritornando nel piazzale di Monesi. La giornata trascorsa, senza dubbio intensa e molto impegnativa, termina con la consapevolezza e la soddisfazione di una prestazione in mountainbike invidiabile e con il ricordo vivo di aver attraversato una grande varietà di ambienti e paesaggi diversi tra loro, ma tutti ugualmente stupendi.    
  

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